
All'indomani del divieto al Papa di parlare a La Sapienza, ho inziato a fare delle lezioni proprio nella più grande università italiana. Da quel momento di profondo fondamentalismo di Sinistra, molte cose sono cambiate e Lunedì prossimo mi appresto a fare la mia ultima lezione in una Roma improvvisamente nera.
In questi giorni è caduta un'Era politica/sociale/culturale, quella dell'egemonia del '68.
Sono scomparsi i Comunisti dal Parlamento italiano e lo schema dell'Unione si è mostrato fallimentare (come dimostra Roma, dove 2 anni fa l'Unione aveva il 61%).
Il PD ha bruciato (più o meno consapevolmente) i ponti dietro di se, ora può e deve andare solo avanti verso il suo progetto Riformista.
Ma la strada non è univoca. Già da subito (e speriamo il prima possibile) il PD si troverà ad un bivio. Da una parte il PD può continuare con quello stucchevole intellettualismo di Sinistra (figlio del '68) che però non riesce (come non è riuscito in passato) a "governare" le istanze del popolo. Dall'altra parte si tratta di fare un grande bagno di umiltà: l'essere parte di un partito continuatore di una storia politica infinita ed insuperabile, non giustifica nessuna superiorità culturale nè tantomeno ideologica da esibire spocchiosamente, c'è solo ed esclusivamente da proporre risposte concrete ai problemi (mai banali!) della gente (mai stupida!).
Se si sceglierà la prima via, restando vittima del retaggio 68ino (anche se per me l'asimmetria tra lavoratore e padrone, resta, almeno in principio!) il PD resterà Opposizione per molti lustri. Non so se questo è bene o male per l'Italia, ma non è bene per il PD.
La seconda via conduce alla Sinistra Rifomista italiana, e questo sarà un bene per l'Italia.
Per quanto mi riguarda, nel primo caso farò l'intellettuale gramsciano a tutti gli effetti, nel secondo l'operaio di ascolto e consenso popolare.
p.s.: il mio auspicio è di continuare a fare l'intellettuale solo nell'Università e nell'Accademia.
p.p.s.: quanto conta oggi il tema della sicurezza!
In questi giorni è caduta un'Era politica/sociale/culturale, quella dell'egemonia del '68.
Sono scomparsi i Comunisti dal Parlamento italiano e lo schema dell'Unione si è mostrato fallimentare (come dimostra Roma, dove 2 anni fa l'Unione aveva il 61%).
Il PD ha bruciato (più o meno consapevolmente) i ponti dietro di se, ora può e deve andare solo avanti verso il suo progetto Riformista.
Ma la strada non è univoca. Già da subito (e speriamo il prima possibile) il PD si troverà ad un bivio. Da una parte il PD può continuare con quello stucchevole intellettualismo di Sinistra (figlio del '68) che però non riesce (come non è riuscito in passato) a "governare" le istanze del popolo. Dall'altra parte si tratta di fare un grande bagno di umiltà: l'essere parte di un partito continuatore di una storia politica infinita ed insuperabile, non giustifica nessuna superiorità culturale nè tantomeno ideologica da esibire spocchiosamente, c'è solo ed esclusivamente da proporre risposte concrete ai problemi (mai banali!) della gente (mai stupida!).
Se si sceglierà la prima via, restando vittima del retaggio 68ino (anche se per me l'asimmetria tra lavoratore e padrone, resta, almeno in principio!) il PD resterà Opposizione per molti lustri. Non so se questo è bene o male per l'Italia, ma non è bene per il PD.
La seconda via conduce alla Sinistra Rifomista italiana, e questo sarà un bene per l'Italia.
Per quanto mi riguarda, nel primo caso farò l'intellettuale gramsciano a tutti gli effetti, nel secondo l'operaio di ascolto e consenso popolare.
p.s.: il mio auspicio è di continuare a fare l'intellettuale solo nell'Università e nell'Accademia.
p.p.s.: quanto conta oggi il tema della sicurezza!

5 comments:
Quanto hai ragione !
Che capolavoro il PD!
Cancellare la Sinistra,
perdere le elezioni politiche,
perdere Roma!
Filotto!!!
operaio di ascolto e consenso popolare????? HAHAHAHAH non ti ci vedo proprio
zenone
perchè no?
Queste elezioni, sia politiche che amministrative, devono servire da punto di partenza. Il PD alle politiche non è crollato, cosa che poteva succedere visto il bassso gradimento del governo Prodi, ma non ha nemmeno sfondato. Ha perso puntando sul vecchio che non passa (Rutelli a Roma, storia già vista e non troppo amata) e da questo deve trarne una lezione. Sinceramente, penso che con 5 anni davanti per fare intelligente opposizione e costruire veramente un partito di sinistra riformista, il PD possa diventare la prima forza in Italia. Non lasciamoci abbattere, ed impariamo dalle sconfitte.
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